Sommario
Quando si perde un dente, il primo pensiero è spesso: “Metto subito un impianto e risolvo il problema.”
In molti casi è possibile, ma non sempre è la scelta giusta da fare immediatamente.
Esiste infatti una condizione molto diffusa — spesso sottovalutata — che può compromettere il successo degli impianti dentali: la parodontite.
Presso lo Studio Dentistico Schenardi mettiamo la massima attenzione nel capire quando è davvero il momento giusto per inserire un impianto, fondamentale per garantire un risultato stabile, sicuro e duraturo nel tempo.
Parodontite: perché è un fattore determinante
La parodontite è una malattia infiammatoria cronica che colpisce gengive e osso di supporto dei denti.
Se non trattata, può portare alla mobilità dentale e, nei casi più avanzati, alla perdita dei denti stessi.
Ma non solo.
La presenza di batteri parodontali attivi e di tessuti non sani può influenzare negativamente anche gli impianti dentali, aumentando il rischio di una complicanza chiamata perimplantite: un’infiammazione che può portare alla perdita dell’impianto.
In altre parole:
inserire un impianto in una bocca non sana espone a un rischio concreto di fallimento.
Il falso mito: “prima metto l’impianto, poi sistemo il resto”
Uno degli errori più comuni è pensare che l’impianto possa essere una soluzione immediata, indipendentemente dalla salute delle gengive.
In realtà, è vero il contrario.
Un impianto ha bisogno di:
- osso stabile
- gengive sane
- assenza di infezioni attive
Un impianto inserito in un ambiente non stabilizzato è più esposto a colonizzazione batterica e a progressiva perdita di supporto osseo. La perimplantite condivide molte caratteristiche origine/causa con la parodontite , rendendo particolarmente vulnerabili i pazienti non adeguatamente trattati.
Quando è necessario aspettare
Nei pazienti con parodontite, il percorso corretto prevede una sequenza terapeutica ben definita:
Diagnosi accurata
Attraverso visita clinica e radiografie è possibile valutare:
- il livello di infezione
- la quantità di osso residuo
- lo stato delle gengive
Terapia parodontale
Segue quindi la terapia parodontale, finalizzata alla riduzione della carica batterica e alla risoluzione dell’infiammazione.
Questo approccio, supportato dalle linee guida internazionali, consente di migliorare significativamente la prognosi degli impianti, riducendo l’incidenza di complicanze biologiche
Rivalutazione
Solo dopo aver ottenuto una condizione di stabilità clinica, confermata nel tempo attraverso controlli periodici, il medico può valutare se e quando è possibile procedere con l’implantologia.
Implantologia nel momento giusto: cosa cambia davvero
Il concetto di “tempo corretto” in implantologia non è legato a una tempistica standardizzata, ma alla condizione biologica del paziente. Attendere la stabilizzazione dei tessuti non rappresenta un ritardo terapeutico, bensì una scelta clinica orientata alla predicibilità del risultato.
Un impianto inserito:
- in un ambiente sano
- con gengive stabilizzate
- sotto controllo nel tempo
ha molte più possibilità di durare a lungo e funzionare correttamente.
Al contrario, un impianto inserito troppo presto può andare incontro a complicanze che richiedono interventi aggiuntivi o, nei casi peggiori, la sua rimozione.
Un approccio corretto fa la differenza
Ogni paziente è diverso e non esiste una soluzione valida per tutti.
Per questo motivo è fondamentale un approccio che integri:
- parodontologia, per curare e stabilizzare i tessuti
- implantologia, per riabilitare in modo sicuro e duraturo
Solo attraverso una valutazione completa è possibile costruire un percorso realmente efficace.
Il messaggio da ricordare
Un impianto non è solo una “vite” che sostituisce un dente.
È una riabilitazione che deve inserirsi in un equilibrio biologico preciso.
Il momento in cui viene inserito è tanto importante quanto la tecnica utilizzata.
In conclusione
L’inserimento di un impianto dentale in presenza di parodontite richiede un approccio clinico consapevole e basato su evidenze scientifiche. La tempistica dell’intervento non può essere definita in modo standard, ma deve essere calibrata sulla reale condizione biologica del paziente.
Curare e stabilizzare la malattia parodontale prima di procedere con l’implantologia non è solo una scelta prudente, ma rappresenta il fondamento per ottenere risultati duraturi e prevedibili.
Curare prima la salute delle gengive significa proteggere il tuo futuro impianto.
Se desideri una valutazione personalizzata, il nostro team è a disposizione per analizzare la tua situazione e indicarti il percorso più sicuro ed efficace.
Mail: info@studiodentisticoschenardi.it Tel:0438 22973
Domande frequenti (FAQ)
Chi soffre di parodontite può mettere un impianto dentale?
Sì, ma non immediatamente.
È necessario prima trattare e stabilizzare la parodontite. Solo dopo aver riportato i tessuti in salute si può valutare l’inserimento dell’impianto in sicurezza.
Quanto tempo bisogna aspettare prima di inserire un impianto?
Dipende dalla gravità della parodontite e dalla risposta alla terapia.
In genere, è necessario un periodo che consenta di:
- eliminare l’infezione
- stabilizzare gengive e osso
- verificare il mantenimento dei risultati nel tempo
Sarà il medico a stabilire il momento più corretto.
Cos’è la perimplantite?
La perimplantite è un’infiammazione che colpisce i tessuti attorno all’impianto, simile alla parodontite.
Può causare perdita di osso e, nei casi più gravi, portare al fallimento dell’impianto.
Il rischio è maggiore se la parodontite non è stata trattata correttamente.
Se ho perso un dente per parodontite, rischio di perdere anche l’impianto?
Sì, il rischio è più elevato rispetto a un paziente senza storia di parodontite.
Proprio per questo è fondamentale:
- seguire una terapia adeguata
- mantenere controlli regolari
- rispettare le indicazioni di igiene orale
Con un corretto protocollo, però, gli impianti possono avere ottimi risultati anche in questi pazienti.
È possibile inserire un impianto anche con poco osso?
In molti casi sì.
Oggi esistono tecniche avanzate che permettono di intervenire anche in presenza di ridotto volume osseo.) : gli impianti zigomatici
Tuttavia, la qualità dell’osso e la salute delle gengive restano condizioni fondamentali per il successo dell’impianto.
La terapia parodontale è dolorosa?
No, viene eseguita con tecniche moderne e, se necessario, con anestesia locale.
Il trattamento è generalmente ben tollerato e fondamentale per evitare problemi più seri nel tempo.
Dopo aver messo un impianto, devo fare controlli specifici?
Sì, assolutamente.
Il mantenimento è una fase essenziale e prevede:
- controlli periodici
- sedute di igiene professionale
- monitoraggio dello stato gengivale
Questo è ancora più importante nei pazienti che hanno avuto parodontite.
Meglio aspettare o intervenire subito con un impianto?
Dipende dalla situazione clinica.
Quando è presente parodontite attiva, aspettare e curare prima i tessuti è la scelta più sicura.
Un impianto inserito al momento giusto ha molte più probabilità di durare nel tempo.
Prenota una valutazione personalizzata
Se hai perso uno o più denti o ti è stata diagnosticata una parodontite, il primo passo non è intervenire subito, ma capire qual è il percorso più corretto per te.
Ogni situazione è diversa e richiede una valutazione accurata basata su:
- visita clinica approfondita
- analisi delle gengive e dei tessuti
- esami radiografici specifici
👉 Solo così è possibile stabilire quando inserire un impianto in modo sicuro e duraturo.
Presso lo Studio Dentistico Schenardi adottiamo un approccio integrato che unisce parodontologia e implantologia, per offrirti soluzioni realmente efficaci e personalizzate.
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Saremo lieti di accompagnarti in un percorso di cura serio, trasparente e orientato al risultato nel tempo.




















